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"NON SONO UNA MAMMA PERFETTA"



Mi arrabbio.

Sì, lo dico senza vergogna… forse un po’ di vergogna sotto sotto ce l’ho, e anche di senso di colpa.

Ma ora basta, lo dico comunque.

Mi arrabbio. Non sono una mamma perfetta, non sono una persona perfetta.

Non sto al passo dell’immagine di madre sempre accogliente e pronta a sostenere emotivamente tutte le sfumature che vedo emergere in mia figlia, tutti i pianti e le richieste (a volte incomprensibili perché ancora non parla).

Io ci provo, lo giuro ci provo, ma in certi momenti mi sale una gran rabbia e non so bene cosa farci, con quella spiacevole e scomoda emozione, che in un attimo invade tutta la stanza e vorrei scappare, vorrei lanciare in aria quel pannolino che non riesco a mettere perché la cucciola si dimena troppo, vorrei prendere a pugni il saccone da box, o dare un calcio ai miei vestiti a terra che ancora non sono riuscita a mettere in lavatrice, vorrei buttare nel bidone quel riso scotto, che ho cucinato, perché ho perso la cognizione del tempo, mentre cercavo di cullarla e rilassarla, vorrei per un attimo uscire in strada e urlare “bastaaaaa, non ce la faccio piùùùùù!!!”


Poi ritorno in me e guardo la mia bimba negli occhi e mi viene da piangere, perché mi sembra che lei meriti di meglio, di una mamma che a volte cede e si arrabbia… Quante di noi madri si è sentita almeno una volta così? È importante innanzi tutto riconoscerlo, ammetterlo e accoglierci per ciò che siamo, persone… le idee di perfezione e giustizia, sono appunto “idee”

Noi siamo umane, e per quanto sia sano e bello puntare a raggiungere ciò in cui crediamo e tentare di incarnare i valori che sentiamo affini a noi nella maternità e nella vita, abbiamo anche fragilità e punti deboli, oltre a doti e virtù, e va bene così.


Ci sono giorni particolarmente stancanti, avvilenti, complicati e che ci mettono a dura prova, notti insonni e qualche preoccupazione, momenti in cui vorremmo dedicare anche solo 1 minuto a noi stesse, perché ne abbiamo bisogno, o perché ne abbiamo una gran voglia, solo per un momento, pensare solo a noi e darci una passata di crema in viso o farci una doccia senza fretta, ma il nostro essere madre “chiama”, il/la nostr@ bimb@ chiama e noi abbiamo scelto di essere una madre sempre presente e pronta a soddisfare ogni esigenza del nostro neonato, perché ci crediamo profondamente, eppure… può succedere che sentiamo montare una certa “onda” di rabbia…


Oggi voglio ricordare a voi e a me che va bene!

Oggi voglio ricordarmi che sono umana, che anche io ho dei bisogni e dei desideri, che non sempre riesco a soddisfare, e una parte di me chiede a gran voce la mia attenzione in quel momento.

Una parte di me mi chiede di essere vista.

Una parte di me “attiva” quella rabbia, come quasi una risorsa, un campanello d’allarme, che mi ricorda che esisto anche io!


Sì, io esisto!

Sono madre, ma ho anche io bisogni e desideri da soddisfare, e quella rabbia arriva proprio per farmi fermare un attimo a cercare equilibrio.


Ci vuole equilibrio. E ci vogliono compromessi sani tra “le parti che compongono la mia personalità”, ci vogliono “nuovi accordi” tra la madre che è in me, che si è donata completamente a sua figlia, e la bimba che è in me, che ha bisogno anche di leggerezza, e l’adolescente che è in me, che si vuole divertire e concedere di incontrare un’amica per fare due chiacchiere, ci vogliono “nuovi accordi” con la mia parte “yogica” che mi chiede di ritagliarmi un momento per fare qualche allungamento e un’asana per la mia schiena dolorante, con la mia parte “studentessa” che vuole seguire un webinar di 3 ore al pc…


Ci vogliono nuovi equilibri da ricreare ogni giorno, dentro e fuori di noi, per essere donne e madri serene, presenti e comunque felici, perché siamo con nostr@ figli@ ma siamo anche con noi stesse e per noi stesse.


L’importante è non giudicare quella rabbia e usarla, trasformandola, vedendola come alleata.

Mi fermo e mi chiedo: di cosa ho bisogno? E se da sola non riesco, perché anche questo è umano, mi permetto di chiedere aiuto.



Foto di Liza Summer


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