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LA STORIA DI ENEA, UNA SCELTA D’AMORE



"Ciao, mi chiamo Enea. Sono nato in ospedale perché la mia mamma voleva essere sicura che era tutto ok e stare insieme il più possibile. La mamma mi ama ma non può occuparsi di me. È super sano e tutti gli esami fatti in ospedale sono ok"


Quanto amore e quanto dolore si leggono tra le righe di questa lettera?

Una madre abbandona il proprio figlio dopo averlo partorito nella speranza di garantirgli un futuro migliore.

L'ha partorito, l'ha stretto tra le braccia e ha deciso di donargli la possibilità di sorridere.


Quanto può essere immenso l'amore di una mamma che compie un gesto simile?

La mamma di Enea ha dato prova di un amore disinteressato e profondo: un amore istintivo, puro, eterno.


Ha deciso di lasciare andare il proprio figlio perché lui possa trovare la felicità.

Ha sentito quel senso di inadeguatezza che l'ha portata a pensare che fosse meglio lasciare andare il figlio piuttosto che offrirgli una vita a metà.


E questo non vuol dire che non lo ami, anzi.

Il suo gesto è stato altruistico e generoso, mosso da un amore materno incondizionato.


Eppure è stata giudicata, attaccata duramente; qualcuno l'ha intimata a tornare sui suoi passi, sminuendo una decisione sofferta e difficile.


Dovrebbero tacere tutti, in primis la stampa, che sta lucrando sulla storia di un bambino "abbandonato" e di una madre straziata da un dolore che probabilmente l'ha segnata per sempre.


Questa vicenda rappresenta il fallimento di una cultura che non supporta le neo-mamme e di una società che non offre soluzioni efficaci in situazioni come questa, in cui una madre si sente inadeguata e incapace di crescere il suo bambino nel migliore dei modi.


Dovremmo abbracciare questa mamma, piuttosto che puntarle il dito contro e giudicarla come madre scellerata e anaffettiva.


E per il piccolo Enea, figlio di tutti noi, figlio di una società che si erge a pulpito, pronta a giudicare e priva di amore ed empatia per il prossimo, auguro ogni bene.


Vorrei che un giorno, da adulto, riesca davvero a sorridere.

E vorrei che quel sorriso scaldi il cuore della sua mamma, che l'ha messo al mondo e che l'ha donato alla vita.

Quella mamma che oggi piange lacrime di dolore e sofferenza.


Buona vita piccolo Enea!

Che il sole ti illumini sempre!



Foto di Kristina Paukshtite



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