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  • GENITORI O PARTNER?

    Cosa significa davvero diventare genitori? Con il termine "diventare" intendiamo un’evoluzione, una transizione alla genitorialità che trasforma la coppia in un mix unico di emozioni, preoccupazioni, responsabilità mai provate prima. Ogni cambiamento che si rispetti porta con sé una crisi, che non necessariamente deve portare l’accezione negativa di "catastrofe", ma crisi è anche RINASCITA! La nascita di un figlio ti pone davanti a numerose sfide che, giorno dopo giorno, diventano sempre più grandi: le cure di cui un bambino piccolo necessita, di norma richiedono tempi significativi che prima la coppia dedicava a se stessa e al proprio tempo libero, mentre adesso il tempo per stare insieme, divertirsi, rilassarsi, dopo l’arrivo di un figlio si riduce drasticamente. A volte il carico diventa eccessivo, tale da pensare che il nuovo arrivato abbia provocato la "perdita di libertà", ma ti invito a riflettere sulla possibilità che il cambiamento è padre del miglioramento . Cosa fare? • Ricercate momenti dedicati alla coppia (la vostra comunicazione migliorerà di giorno in giorno) • Rendete ogni cosa divertente (servirà a voi e farà da monito al bambino) • Trasformate le debolezze in forza Diventare Genitori deve essere un momento in cui la coppia deve ritrovarsi anziché perdersi, e non è un compito semplice. Sblocca le tue risorse e ricorda che chiedere aiuto è segno di crescita. Foto di Arina Krasnikova

  • IL SONNO DEI NEONATI E L'ALLATTAMENTO AL SENO: MITI E VERITÀ

    Voglio condividere con voi alcune informazioni importanti sulla correlazione tra allattamento al seno e sonno nei primi mesi di vita del vostro piccolo.   Mito : L'allattamento al seno rende i neonati dipendenti dal seno per addormentarsi. Verità : L'allattamento al seno fornisce comfort e calore, favorendo un sonno tranquillo e profondo, ma non crea dipendenza. È normale che i neonati si addormentino durante l'allattamento, ma impareranno gradualmente a dormire in modo indipendente. Mito : I bambini allattati al seno si svegliano più spesso durante la notte. Verità : I neonati hanno bisogno di nutrimento regolare, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Anche se si svegliano per essere allattati, questo non è esclusivamente legato all'allattamento al seno.   Mito : I bambini allattati al seno non dormono bene durante la notte.   Verità : Molti neonati allattati al seno sono in grado di dormire lunghi periodi durante la notte. Anche se si svegliano per l'allattamento, questo non implica necessariamente che non dormano bene. Ogni bambino è un individuo unico con esigenze uniche, e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. L'importante è seguire le esigenze del vostro piccolo e creare un ambiente sicuro e confortevole per il sonno. Foto di Mateusz Dachel

  • SCOPRI L'AUTOSVEZZAMENTO DEL BAMBINO

    UN APPROCCIO NATURALE ALL'INTRODUZIONE DEI CIBI SOLIDI PER IL TUO BAMBINO Che cos'è l'autosvezzamento? L'autosvezzamento consiste nel lasciare che il bambino guidi l'introduzione dei cibi solidi, consentendogli di esplorare cibi nutrienti in modo sicuro e divertente, senza l'uso di pappe omogeneizzate o cibi precedentemente preparati.   Quali sono i vantaggi dell'autosvezzamento? • Favorisce lo sviluppo delle capacità motorie e della coordinazione mano-bocca del bambino. • Promuove una relazione positiva con il cibo fin dall'infanzia, incoraggiando la scoperta di sapori, texture e colori. • Permette al bambino di sviluppare l'autoregolazione dell'appetito, imparando a riconoscere quando è sazio. • Offre un'opportunità per i genitori di condividere momenti di convivialità durante i pasti, incoraggiando la socializzazione e il legame familiare.   Come iniziare con l'autosvezzamento? Per iniziare con l'autosvezzamento, è importante offrire al bambino cibi sicuri e adatti alla sua età, come frutta morbida tagliata a pezzetti, verdure cotte al vapore, cereali integrali e proteine magre. Assicuratevi di prestare attenzione alla consistenza e alla dimensione dei cibi per evitare il rischio di soffocamento.   Consigli pratici per l'autosvezzamento • Siate pazienti e lasciate che il bambino esplori i cibi a suo ritmo, senza fretta. • Offrite una varietà di cibi nutrienti e colorati per stimolare l'interesse del bambino. • Crea un ambiente sicuro e privo di distrazioni durante i pasti, incoraggiando il bambino a concentrarsi sul cibo. • Rispettate i segnali del bambino e non forzate mai l'alimentazione.   L'autosvezzamento è un'esperienza gratificante sia per il bambino che per i genitori, promuovendo una relazione positiva con il cibo e contribuendo allo sviluppo sano e armonioso del bambino. Foto di Kampus Production

  • IL MIO VBAC, LA MIA GUARIGIONE

    Mi chiamo Lohene e sono mamma di Enea (2 anni e mezzo) e Zoe (4 mesi). Durante le mie gravidanze e i miei parti ho sviluppato ancora di più l’attenzione nell'essere vicino a una donna in un momento così importante della sua vita. Insegno yoga, una disciplina che mi ha sicuramente aiutato durante questo percorso, ma non mi è bastato: mi è mancata la tribù, mi sono mancate figure professionali a rafforzare il mio sentire e il mio intento, ho dovuto un po' combattere per affrontare situazioni difficili, ma poi sono riuscita a prendere alcune decisioni importanti e ed avere attorno a me comunque delle persone umane. Partiamo dall'inizio... Gravidanza fisiologica bellissima che doveva concludersi con un parto in casa accompagnata dalla mia ostetrica, ma placenta previa marginale come diagnosi, mi porta a fare diversi controlli in più, e finisco con un cesareo d'urgenza per una perdita di sangue a 36 settimane di gravidanza: il mio torello era pronto ma io no, soprattutto in pieno Covid. Mi riportano Enea dopo 2 ore, già pulito, profumato e vestito; per me questo è stato davvero difficile da mandare giù, ancora oggi mi porto qualche strascico di questa esperienza. Poi arriva Zoe, un'altra bellissima gravidanza. Inizio il mio percorso verso il VBAC (anzi lo avevo già iniziato prima della gravidanza) e continuo ad essere seguita dalla mia ostetrica, ma la pressione ospedaliera è pesante. Molti ospedali optano per fare un cesareo elettivo ed inizia la mia battaglia; devo spostarmi a 2 ore di distanza da casa mia per cercare il "meno peggio" Cerco di stare lontana dai mille monitoraggi: il punto è che io capisco perfettamente le dinamiche e la mole di lavoro, però troppi controlli, troppe paure e attenzione ai protocolli da seguire! A 39 settimane vado a fare il primo monitoraggio nell'ospedale più vicino e mi guardano perplessi chiedendomi: "Ma non hai ancora prenotato il cesareo per la settimana prossima? Hai un utero che non è pronto a un travaglio di parto non avendo travagliato" Lascio stare, firmo e me ne vado. Decido di non andare più a fare nessun controllo e lasciare che la natura faccia il suo corso. Non trovo sia giusto il trattamento che ho subito, perché ci sta fare i controlli, ma in questo modo come posso essermi sentita? Spaventata, direi. Inizia così tutto in maniera naturale, facciamo le cose con calma e andiamo con calma in ospedale (non racconto le 2 ore di viaggio in camper a carponi!). Travaglio molto lungo, e quando arrivo in ospedale non becco proprio il turno giusto: un po' di pressione per il fatto di essere un pregresso cesareo, la mia ostetrica che all'inizio non poteva entrare e poi questa cosa chiamata "travaglio di prova", come se fosse la preparazione ad una gara, o comunque parole che non incoraggiano sicuramente una donna che vuole semplicemente partorire. Zoe è fantastica, sentiamo il suo cuore battere forte tutto il tempo, cosa che rassicura i dottori; io sono un po' presa male a causa dell'ospedale, ma provo ad entrare nella mia bolla, mio marito è indispensabile... E poi, al cambio turno, trovo degli angeli umani e un po' di fortuna nel mio percorso. Tutto ai sblocca, e Zoe nasce naturalmente. In un altro ospedale mi avrebbero mandato in sala operatoria, ma io avevo semplicemente bisogno del mio tempo: stavo guarendo mentre partorivo, e la guarigione non poteva essere troppo veloce, ogni contrazione era un sentirsi profondamente connessi alla natura, ed era quello di cui avevo bisogno. Sì, è andato tutto bene, ma ho dovuto combattere, e questo non mi ha aiutato a lasciarmi andare completamente. Penso che ogni donna abbia bisogno di "conoscenza" e di una bella dose di consapevolezza, ma anche le persone intorno hanno il loro peso, eccome! Sono rinata mamma con tanta gratitudine per aver sperimentato entrambe le possibilità. Ora sono d'accordo nell'affermare che anche il cesareo è un modo di nascere, se necessario é sicuramente un salvavita, ma quell'esperienza di tuo figlio che esce dal tuo corpo, prenderlo subito in braccio mantenendo il cordone ancora attaccato, è una sensazione primordiale che ogni donna dovrebbe provare (quando possibile). Ringrazio i miei figli, l’avventura più bella della mia vita! Adesso per scelta sono presa totalmente da loro, ma un giorno forse approfondirò proprio l'aiuto alle donne che intraprendono questo percorso così delicato. Ogni donna in gravidanza e durante il parto ha bisogno di sentirsi al centro dell'attenzione e non sentirsi dire cosa dovrebbe e non dovrebbe fare: lo sappiamo noi ma soprattutto lo sanno i nostri bimbi che crescono dentro di noi. Foto di Pavel Danilyuk Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • LA MIA TRIBOLATA MATERNITÁ

    Fin da bambina avevo un sogno, come tutte le bambine che tengono il loro sogno in un cassetto, in un quadernetto, o semplicemente racchiuso nel cuore. Il mio sogno più grande era sposarmi e avere una famiglia numerosa. Non l'ho rincorso quel sogno, ma quando ho trovato la persona giusta per me, sentivo forte questo desiderio di diventare moglie e mamma: per me era la mia ragione di vita e fantasticavo su come poteva essere il mio bimbo, ma il nostro cammino è stato duro e faticoso, pieno di dolore e pianti. Chiedevo a Dio perché proprio a me, a noi. Finché un giorno ho detto basta e abbiamo intrapreso il cammino dell'adozione: colloqui, sedute, e una lunga l'attesa, e intanto la domanda rimaneva al tribunale, ferma chissà per quanto e chissà quando sarebbe stata vista nei plichi di mille domande. Sentivo il mio cuore ormai spezzato da tanti tentativi falliti e decisi che era ora di cambiare aria e di andare a fare un viaggio: avevo voglia di cambiare, di vedere un posto nuovo, respirare qualcosa di diverso. E mi ricordo che quell'anno io mio marito abbiamo trascorso la più bella vacanza della nostra vita... E due mesi dopo il nostro rientro scoprii di aspettare te bimba mia! Ho passato una gravidanza molto pensante e difficoltosa, ma ho realizzato il mio sogno, ho avuto il mio regalo più bello: TE amore mio! Ti ho desidero tanto e Dio mi ha messo alla prova in tutto. Ed ora, bimba mia, desidererei darti un fratellino o una sorellina, ma ancora una volta non arriva e prego ogni notte Dio di ascoltare le mie preghiere. Foto di juliane sanchez Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • IL MIO MIRACOLO: LA NASCITA DI MARTA CON VBA2C

    Oggi voglio raccontarvi una storia, la storia di un percorso di crescita e di consapevolezza... Tutto ha inizio a giugno del 2012, quando per cause quasi banali, dopo un'induzione durata 4 giorni, nasce Emanuele con taglio cesareo, facendomi credere che fosse un cesareo d'urgenza. Nel gennaio del 2017, con un VBAC fallito, nasce Giordano, con taglio cesareo assolutamente inutile ed evitabile! Quando il mio secondo bimbo ha quasi 9 mesi, scopro di essere nuovamente incinta, e non posso negare che non è stata una bella notizia per me: alla vista delle 2 linee, il mio primo pensiero é stato: TERZO CESAREO! Passato il primo periodo di sconforto, inizio a cercare la mia strada, mi informo ancora di più, acquisisco forza, determinazione, coraggio. Capisco che la mia strada io la conoscevo già e quindi decido di farmi seguire da un'ostetrica. Passano le settimane, e il caso mi porta a conoscere persone che innescano in me una voglia pazzesca di tentare un HBA2C. Da lì decido di cambiare rotta, inseguo la mia strada e cambio ostetrica. Facciamo un percorso particolare, pochi incontri in realtà, vista anche la distanza, ma a me bastava, era la mia guida, io sapevo di avere le spalle coperte con lei, non avevo paura! Credo cosi tanto nelle nostre possibilità che mi affido completamente a lei. Per il mio parto volevo il meglio, me lo meritavo del resto, e decido di affiancare al team una Doula. Eravamo noi tre: tre meravigliose giovani donne che univano la loro potenza! Tutto ormai era pronto, marito istruito e preparato, parenti che sconoscevano assolutamente il progetto e "materiale" acquistato per affrontare questo tanto desiderato parto in casa (palla, piscina, teli, cerate, di tutto di più). Arriva la 36esima settimana e quella che pensavo fosse la mia guida decide con una scusa tanto banale quanto assurda di mollarmi! Sì! Avete capito benissimo! TRENTASEI SETTIMANE! Potete immaginare come mi sono sentita? No di certo, non lo auguro a nessuno! Ho passato giorni infernali, a chiedermi perché, a farmi del male psicologicamente, a cercare l'errore in me, fino a quando comprendo che non ero io quella ad aver sbagliato qualcosa e decido di parlare con la prima ostetrica che mi seguì all'inizio. Quel buio che era sceso su di me si trasforma in luce in un attimo. Lei mi "riprende in carico", riorganizziamo il tutto e a 38 settimane, in un ospedale a quasi un'ora da casa, vengo accolta da un primario eccezionale che mi spalanca le porte del suo reparto senza mettere nessuna scadenza e senza mai chiedere quando ho avuto il secondo cesareo! Il mio VBA2C a quel punto era sempre più vicino... Nella notte del 26 luglio 2018, a quasi 18 mesi dal secondo taglio cesareo, in un ospedale distante quasi un'ora da casa, senza nessun protocollo VBAC, con a fianco mio marito, la mia meravigliosa e dolcissima Doula e soprattutto la mia prima ostetrica (che non finirò mai di ringraziare), in un ambiente che sembrava casa, senza NESSUNA medicalizzazione, a 39+4 nasce la mia piccola Marta, con un potentissimo VBA2C, in così poco tempo e senza nessuna complicazione, che veramente avrei potuto partorirla a casa! Ma il destino ha scelto di scriverla così la nostra storia, ed oggi, non posso far altro che dire grazie a tutte le persone che hanno creduto in me e che hanno reso tutto incredibilmente bello, perché io il mio lieto fine l'ho avuto... C'è una frase che mi risuona continuamente in testa e voglio condividerla con voi: al controllo di routine della mattina seguente, il primario è venuto a congratularsi con me e rivolgendosi alla sua equipe dice: "Questo dimostra che a volte, quando le mani stanno in tasca, possono accadere cose meravigliose!" In foto mamma Elisa, protagonista del racconto Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • UNA REALTÀ CHE HA STRAVOLTO I MIEI PIANI

    Marzo 2018: ero in dirittura di arrivo della mia seconda gravidanza. Ero decisa e determinata ad avere un parto più consapevole rispetto a quello di cinque anni prima, del resto questa volta sapevo di poter sopravvivere ai dolori del travaglio! Quella mattina lascio il mio primogenito a scuola e vado a fare l'ultima ecografia. La ginecologa cerca di non spaventarmi, chiede il consulto di una collega, ma alla fine mi confessa che la bambina non è cresciuta rispetto alle settimane precedenti e che non ha più senso, anzi NON È PRUDENTE, andare oltre. Immagino di dover tornare il giorno dopo, ma lei infila i guanti e procede con lo scollamento delle membrane. Panico. Sono da sola, non ho la valigia, devo organizzarmi per recuperare mio figlio a scuola. Salgo in reparto e nel giro di cinque minuti esatti ho già la stanza, mi inseriscono la fettuccia di ossitocina per l'induzione del parto, e vado dritta in sala tracciato. Approfitto per fare un giro di telefonate e organizzare il tutto, ma nel frattempo comincio ad avvertire le prime contrazioni, mi convinco che sarà una cosa rapida. Sbagliato. Passa l'effetto dell'induzione e l'ostetrica mi dice che aspetteranno l'indomani per darmene una seconda dose. Mio marito nel frattempo arriva e lo lasciano restare per la notte solo perché abitiamo parecchio lontano dall'ospedale. A mezzanotte comincio ad avere delle contrazioni fortissime: l'ostetrica mi visita e mi dice di essere dilatata solo di 3 cm; mi invita a fare una doccia e aspettare. Tutti i miei buoni propositi di un parto positivo e consapevole spariscono: le contrazioni sono completamente differenti rispetto al primo parto: non avevo la classica sensazione di onda, di un dolore che cresce, arriva all'apice e poi decresce. Erano un continuo apice, senza pausa per respirare a sufficienza, senza pausa per poter fare un passo ed uscire dalla doccia. Invoco l'epidurale ma l'anestesista è impegnato. Non posso fare esercizi di respirazione, provare posizioni più comode, andare in vasca come avrei voluto. Non posso mettermi le cuffiette con la musica, annusare olii essenziali come avevo auspicato. Troppo dolore e del tutto ingestibile. Posso solo sperare di non metterci troppe ore. Alle sei del mattino finalmente l'anestesista arriva ma l'epidurale mi dà sollievo solo per due contrazioni esatte, dopodiché sento rompersi le acque e faccio appena in tempo a dire all'ostetrica di non saper come spingere, perché il primo figlio è scivolato all'esterno senza uno sforzo una volta completata la dilatazione. Lei spalanca gli occhi e mi urla di sdraiarmi sul lettino della sala parto. Appena in tempo per ricevere al volo la mia piccola. Ha bevuto un po' di liquido devono aspirarla, il colorito non è dei migliori e la placenta era infartuata del 50% (improvvisamente capii la fretta della ginecologa il giorno prima). Mia figlia è nata piccolina, appena due kg, nonostante fossi praticamente a termine, ma sveglissima e sana. È 100% amore. Racconto la mia esperienza non per demonizzare il parto indotto, ma per testimoniare quanto sia vero quando dicono che ogni parto è a sé. Possiamo prepararci al meglio e redigere una "to do list" per il travaglio, ma la realtà, come sempre, stravolge i piani. Foto di Isaac Taylor Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • ALLATTAMENTO: UN SOGNO INFRANTO DA CHI DOVREBBE ESSERE D'AIUTO

    Ho deciso di raccontare la mia storia proprio durante la SAM, la settimana dedicata all'allattamento. Quando ho scoperto di essere incinta la mia più grande paura era proprio quella di non riuscire a nutrite al seno mio figlio. Era una cosa a cui tenevo moltissimo, tanto da fare di tutto per poter avverare questo sogno. Dopo il parto è arrivata la montata lattea naturalmente. Infatti nei primi giorni ho potuto allattare anche se riscontravo grosse difficoltà. Il problema è nato dal fatto che in ospedale non sono stata seguita correttamente. Mi sono sentita trascurata e non aiutata perché ho avuto a che fare con quattro figure diverse (ostetrica, pediatra, Oss e infermiera): ognuna di loro mi dava un'OPINIONE diversa su come fare, così da perdere i giorni migliori per poter stimolare il latte perché mio figlio non si attaccava correttamente. Ho chiesto aiuto ad un'ostetrica esperta in allattamento, la quale mi ha fatto intraprendere un percorso fatto di stimolazione con tiralatte e integratori. Purtroppo però erano passati troppi giorni dal parto e il latte è mancato repentinamente. Passare al latte artificiale è stata la decisione più difficile e sofferta che abbia dovuto prendere, ancora non me ne faccio una ragione. Ho allattato solo per 20 giorni, ma quell'emozione di nutrire mio figlio al seno non la dimenticherò facilmente. In ospedale spingono tanto ad allattare al seno, ma poi non sono in grado di aiutare le neo mamme. In tante pensano che dare la formula sia più comodo ma non è proprio così: riscontro giornalmente tante difficoltà. Mi rimane solo tanta rabbia e rammarico di essere stata privata di un rapporto così speciale con mio figlio. Foto di Sarah Chai Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • LA STORIA DI EL NIÑO

    30 settembre 2023: oggi inizia il racconto di questa storia. Sono al sesto mese di gravidanza, ma il pensiero di El Niño esiste già da molto tempo. Dopo la mia laurea, febbraio 2018, abbiamo lasciato le porte aperte alla vita ma in questi anni, di El Niño c'era solo l'idea e gli innumerevoli progetti sulla sua crescita ed educazione. Chi è El Niño? Il bambinello, Gesù Bambino nella cultura spagnola o un grande giocatore o forse la corrente del Golfo in America Latina? Ci abbiamo giocato un po' su, abbiamo trasfigurato il nomignolo di suo nonno Nino, Gaetano (questo sarà il suo nome all'anagrafe) spagnoleggiandolo in El Niño. Il caso ha voluto che nascerà a ridosso del Natale. Questa gravidanza è stata una sorpresa, perché in tanti anni di rapporti liberi in cui non succedeva nulla, pensi ormai che bisognerà far qualcosa nel momento in cui si deciderà di avere un figlio. Intanto, però, c'era il mio percorso di formazione di insegnante da portare a termine e quindi El Niño era un progetto ancora lontano. Il caso ha voluto che nel mio anno di formazione e prova per l'immissione in ruolo, io sia rimasta incinta... così miracolosamente, in un periodo anche stressante e presa da mille pensieri. Un caso?! O forse El Niño sapeva quando arrivare quaggiù, mi ha dato il tempo necessario a concludere i miei studi e la mia formazione di insegnante perché dopo potessi dedicare anima e cuore a lui, senza altre incombenze?! Al primo mese, quando si è presentato solo uno spotting, non ci ho dato peso... sarà lo stress o forse il cambio di alimentazione, ho pensato. Mi ero messa a dieta da un mese per perdere i chili di troppo accumulati in un anno, qui al Sud, dove si mangia sempre troppo bene per rinunciare alle bontà in tavola. Il mese dopo, guardando un film, il pensiero lontano e quasi impossibile dell'inizio di una gravidanza ha cominciato a solleticarmi dei dubbi. L'odore del gel dei capelli di mio marito lo tolleravo a malavoglia. Sabato 20 maggio, serata piovosa, siamo andati a mangiare fuori e io ho ordinato una tagliata di pescespada (mio malgrado, avrei senz'altro preferito una pizza, ma cercavo di attenermi ai consigli della nutrizionista: mangiare pesce 3-4 volte a settimana, che sacrificio per una che non stravede per il pesce!!). Per farla breve, ho mangiato quel pesce quasi nauseata. La domenica dopo ho preparato un risotto alla 'nduia, che io adoro, ma quel giorno non mi allettava per niente. Il lunedì seguente mi è balzato il pensiero che forse era il caso di fare un test di gravidanza, mai fatto in vita mia, alla vigilia dei 35 anni. Il martedì mattina ho fatto il test, ma non avevo ancora finito di urinare che già era comparsa la seconda linea. Alquanto incredula, ho chiesto a mio marito che aveva acquistato il test in farmacia, se lo avesse lasciato in macchina al sole e quindi il risultato non era attendibile. Così, nel dubbio, il sabato mattina 27 maggio sono andata a fare il prelievo del sangue. Alla consegna del referto, il tipo ha sbirciato sul foglio e ha sorriso... avevo capito, anche se faticavo a crederci. Non c'erano più dubbi, le HCG erano 97124 mIU / mL, un valore corrispondente alla settima/ottava settimana. Da non crederci!! Neanche a farlo apposta avevo una visita ginecologica prenotata per il 31 Maggio (poi slittata al 1° Giugno) per un generico controllo... e invece abbiamo visto per la prima volta in "foto" il piccolino. Che regalo mi ha fatto!! Quasi a dirmi "Mamma, ora che sei un'insegnante in ruolo e sei libera da esami o studio forsennato posso venirti a trovare!" Ad oggi non ho avuto disturbi di nessun tipo, a parte il sonno del primo trimestre e una maggiore sensibilità agli odori... e se non ci fossero le ecografie, farei ancora fatica a credere che questo miracolo si è avverato. Da fine Agosto la pancia inizia ad essere visibile, tant'è che prima abbiamo tenuto abbastanza segreta la notizia a parenti e amici. Un intimo segreto custodito nel ventre e nel cuore. Non percepisco ancora nettamente i suoi movimenti, anche se la ginecologa mi dice che è molto attivo, fa le capriole. Oggi all'alba della 26esima settimana pesa 820 gr ed è lungo 29 cm. Ci sarà ancora molto da raccontare e il meglio credo deve ancora venire nel terzo trimestre. Intanto inizio a leggere per lui al mattino le avventure di Cipollino di Gianni Rodari. Mi godo questo periodo di pace, tra corsi di ginnastica dolce, yoga in gravidanza, corso pre-parto di acquaticità in piscina, e di tanto in tanto acquisto qualche tutina carina che mi balza agli occhi in qualche giro per negozi. Ti aspettiamo piccolo grande El Niño! Foto di Pixabay Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • LEGGERE E CONTARE COL NASO ALL'INSU

    “Leo e Tea, leggere e contare con il naso all'insù” (Ouverture Edizioni, Marzo 2023) è molto più di un albo illustrato: è la prova che sia possibile avviare la lettura tramite l’immaginazione e contribuire a gettare le basi, in modo ludico e immaginativo, ai primi conteggi. Attraverso due storie attente e delicate, “Leo legge le nuvole” e “Tea conta le stelle”, l’autrice Rossella Grenci, logopedista e scrittrice, ci permette di pensare alle lettere e ai numeri in maniera creativa e coinvolgente. Pagina dopo pagina, le illustrazioni di Angelica Regni danno vita al testo, impaginato con carattere a lettura facilitata. É un libro da leggere con le nostre bambine e i nostri bambini. Un libro da mimare con le mani o con tutto il corpo. É un libro anche da colorare e ritagliare. Facciamo un passo indietro e chiediamo direttamente alla Dr.ssa Grenci di raccontarci qualcosa in più. Quando e perché è nata l'idea di dedicare un libro ai più piccoli? Il mio lavoro si svolge da sempre a contatto con i bambini e le bambine. In loro trovo grande ispirazione per la genuinità e l'attaccamento alla vita nei suoi aspetti primordiali . In particolare lavorare a fianco di bambini con difficoltà di linguaggio e/o di apprendimento mi ha da subito portato a cercare il modo migliore per avvicinarmi al loro mondo, anche attraverso l'utilizzo dei libri. Il libro che ho dedicato ai più piccoli nasce dall'esperienza maturata negli anni e che mi ha dato conferma che imparare a leggere, a scrivere e a far di conto non è assolutamente scontato. Far leva non solo sull'immaginazione dei bambini, ma, soprattutto, sull'apprendimento mediato dall'esposizione attraverso diversi canali sensoriali, crea una traccia stabile a livello di connessioni cerebrali e, quindi, produce un apprendimento con solide basi. Così è nato "Leo e Tea, leggere e contare con il naso all'insù" Com’è nata la tua vocazione per la logopedia prima e per la scrittura poi? La mia vocazione per la logopedia credo nasca dall' essere stata figlia di una mamma insegnante di scuola primaria che aveva sempre particolare attenzione verso i bambini e le bambine che facevano fatica ad imparare o che provenivano da situazioni di disagio sociale e culturale. La grande passione per la sua professione ha avuto sicuramente un'influenza decisiva sulla scelta di studiare logopedia e di dedicarmi al lavoro nell'ambito dell'età evolutiva. La scrittura credo sia stata una passione che è nata insieme a me . Già a otto anni scrivevo il mio primo racconto, a dieci la mia prima poesia e così ho continuato - sostenuta dal grande amore per la lettura - a leggere e scrivere, dalla poesia al saggio, dal romanzo al manuale. Essere mamma quale valore aggiunto ha portato alla tua professione? Essere mamma è stata per me l'esperienza più forte, bella e, allo stesso tempo, destabilizzante della vita . Considerando che i miei due figli sono dislessici, sono dovuta venire a patti con le loro caratteristiche personali e quelle specifiche di apprendimento: sono stati per me sia un banco di prova sia la fonte di ispirazione per alcuni dei miei lavori.

  • MATERNITÀ E DISABILITÀ: LA MIA SFIDA DI ESSERE MAMMA

    Ho 38 anni, sono nata a Roma ma vivo a Padova, e vorrei raccontare brevemente i miei ultimi due anni di vita con il mio bambino. Sono disabile dalla nascita e a giugno del 2020 ho partorito mio figlio: un bimbo sano e bellissimo. Purtroppo, dopo il parto, i miei muscoli erano debolissimi e avevo difficoltà ad accudire il mio bambino. Mio marito lavora tutto il giorno, e per questo motivo, avendo difficoltà fisiche che non mi permettevano di gestire come avrei voluto mio figlio, a due mesi di vita del bambino, ho deciso di andare dalla mia famiglia per avere sostegno da parte loro. Poiché mia zia non può avere figli, facendo leva sulle mie difficoltà a gestire il bambino a causa della mia disabilità, ha chiesto l'affido del mio bambino con la complicità di mia madre. Tale affido è stato negato dagli assistenti sociali: io avevo solo bisogno di tempo, avevo partorito da poco. Da agosto fino a novembre ho sentito da loro parole come affido, tribunale... Ho provato tantissima rabbia nei confronti della mia famiglia: ogni giorno era una lotta, una discussione. Eppure il dato di fatto è che il bambino è mio, sono io la sua mamma! A novembre mio marito è venuto a riprendere me e mio figlio: da padre aveva anche lui tanta rabbia per questa situazione. Siamo tornati a casa nostra e finalmente siamo riusciti ad essere una vera famiglia. Solo noi tre, com'è giusto che sia. Nei mesi successivi ci sono state comunque altre discussioni con mia madre e con mia zia con vari tentativi di riappacificazione: mia madre persisteva nella sua decisione di voler affidare il bambino a mia zia. Io sono solamente una madre che vuole proteggere e tenere con sé il proprio figlio, ma nella mia famiglia vedo solo avvoltoi che vogliono togliermelo. Nei mesi che ho vissuto a Roma con loro, a volte strappavano il bimbo dalle mie braccia, senza chiedere il permesso e senza delicatezza alcuna. Ho vissuto un periodo terribile di forte stress. Adesso mio figlio ha tre anni ed è felice e sereno, insieme siamo una bellissima squadra, a dispetto di chi ci diceva che non lo avrei mai saputo gestire. Foto di Daria Obymaha Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi. Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative. Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME .

  • È POSSIBILE PREPARARSI AD UN PARTO SENZA DOLORE USANDO L’HYPNOBIRTHING® ?

    Se ne sente parlare sempre di più, una parola inglese, internazionale, New Age, Hippie, un sostantivo potente ma che fa anche un po’ paura: Hypnobirthing® . Ma di cosa si tratta davvero? Partorire in ipnosi? Con occhi a spirale stile “Sir Biss“? Oppure si tratta di andare in trance e non ricordare più niente, che cose strane si inventano oggi! Nulla di tutto questo, ragazze! Un corso di Hypnobirthing® è un programma super all’avanguardia, fondato su evidenze scientifiche che si basa anche sulla tecnica dell’auto-ipnosi che, non è altro se non un profondo, profondissimo rilassamento. Infatti in questo caso non parliamo di Ipnosi clinica o medica, ma di un’auto ipnosi per aiutare la donna che sta per partorire a calarsi in uno stato profondo di rilassamento così intenso da avere il corpo completamente molle e disteso, LIBERO da ogni tensione. In questo modo i suoi organi riproduttivi saranno morbidi, elastici, efficienti per lavorare indisturbati nella loro funzione principale: DARE LA VITA. Si sa che la gravidanza è un momento speciale, tra luci e ombre, ricco di emozioni spesso contrastanti, in cui gioia e ansie danzano a fasi alterne creando aspettative e paure, dubbi sull’eventuale inadeguatezza. Possono emergere immagini latenti legate alla nostra nascita o alla nostra famiglia. La donna si sta trasformando, da ragazza spensierata a mamma, o da mamma di uno a mamma di due o più figli, e per questo serve sostegno, riconoscimento delle emozioni, ascolto e informazioni chiare! Grazie al percorso che offro, la mamma SEPLICEMENTE riesce a vedere la nascita che desidera col suo occhio interno, la visualizza e la percepisce nel suo corpo attraverso risposte biochimiche, inoltre serve a liberarsi di tutte le paure correlate all’evento nascita, consapevole che la paura appunto, è la peggiore nemica del parto. Proprio come la lente di un obiettivo, l’Ipnosi permette di osservare con calma le nostre credenze, convinzioni, abitudini, e i fatti poco chiari della nostra vita cosciente, e facendo uno zoom, le paure e i pensieri limitanti riguardo alla nascita dolce e calma, che si desidera ce ne possiamo finalmente liberare. In uno stato di Ipnosi si raggiungono delle onde cerebrali diverse da quelle dello stato di veglia: • Onde BETA - Allerta • Onde ALPHA - Relax • Onde THETA - Sogno, vicino al sonno • Onde DELTA - Sonno Molto diffusa nei paesi anglosassoni, e nord europei, l’Hypnobirthing sta gradualmente emergendo anche in Italia. Il principio base dell’Hypnobirthing® è appunto che ogni donna può e dovrebbe avere la possibilità di un parto senza dolore o perlomeno senza eccessiva sofferenza, per dare alla luce il suo bambino/a nella piena gioia, consapevolezza della sua potenza, in piena energia e addirittura facilmente, rilassata, con calma. Ciò non vuole dire che Hypnobirthing sia una bacchetta magica che anestetizza il parto, ma di certo cambia la percezione del dolore. Questo potrà farlo utilizzando delle tecniche molto semplici ma anche molto potenti che la porteranno in uno stato di profondo rilassamento al momento del travaglio, in modo da poter abbassare la guardia e perdere il controllo, finalmente e lasciar fare al corpo. Un corpo morbido e rilassato produrrà un parto più veloce, sano, sostenibile se non addirittura indolore (vi garantisco che può accadere). Se si pensa che siamo semplicemente mammiferi, ed in quanto tali partoriamo seguendo le stesse dinamiche dei nostri simili, dovremmo appunto poterlo fare come i gatti, o i delfini, vale a dire con sforzo ma senza eccessiva fatica o sofferenza. L’intoppo allora dove sta? Perché tutte soffrono? Non è possibile dai... Sta tutto nella nostra neuro corteccia, quella parte appunto “nuova” del nostro cervello umano che è razionale, ansiosa, calcolatrice (dei rischi reali o solamente percepiti ). Lei vuole tutto sotto controllo e non abbassa la guardia (in effetti sta nascendo mio figlio perché dovrebbe abbassare la guardia?). Il fatto è che (detto in soldoni) questo atteggiamento iper razionale non fa bene alla donna in travaglio che dovrebbe piuttosto lasciarsi andare e stare con la sua parte più antica, in sintonia con la cara vecchia corteccia, che tanto snobbata le ha permesso di evolversi come essere umano donna fino ad oggi. Questo non vuol dire che le paure e il controllo siano inutili nella vita, ma se sovradosiamo questo ingrediente nel “cocktail” dell’evento nascita, il sapore sarà piuttosto “amaro” Attraverso l’Hypnobirthing® letteralmente “risvegliamo” la donna antica che ci abita, quella donna che sa partorire, sa gestire il suo corpo del parto con le sue “onde” (contrazioni) potenti, sa allattare e sa lasciarsi andare all’inevitabile trasformazione che regala il parto. E allora cosa sta succedendo intorno a noi? Sono sicura che una qualsiasi donna moderna di oggi che si confronta con le sue coetanee sarà sommersa da racconti traumatici, altro che parto senza dolore , qui siamo in balia di una vera e propria emergenza se si pensa che quasi una donna su due resta traumatizzata dal suo parto. Ecco allora che veniamo a contatto con la più grande nemica del parto di oggi: la paura di partorire . È proprio questa paura ormai scritta nel nostro corpo che genera un meccanismo di paura-tensione-dolore a cui l’Hypnobirthing® mette finalmente fine, restituendo fiducia alla donna. Ma la paura di partorire non è legata soltanto a racconti negativi, infatti la genesi di questa emozione così debilitante e poco presa in considerazione durante il parto (si preferisce sedare, anestetizzare) ha più radici: • La medicalizzazione eccessiva (la nascita dovrebbe essere un evento fisiologico nella vita di una donna) anche in assenza di rischi (attenzione che la percentuale di gravidanze a rischio è davvero bassissima in confronto ai parti medicalizzati....meditiamo donne!) • Poco sostegno a partorire fisiologicamente (si interviene davvero troppo e il parto indotto è davvero doloroso!) • Film e immagini televisive con scene di parto completamente fuorvianti • Paura ancestrale di morire di parto legata a donne di altre epoche e situazioni • Racconti negativi di madri o parenti ascoltati sin dall’infanzia Pensate a quanto siamo condizionate, e se eliminassimo tutti questi condizionamenti inutili? Se ci preparassimo a partorire togliendo immagini dal cervello piuttosto che aggiungerne? Beh se eliminassimo tutto ciò saremmo delle donne sicuramente meno spaventate e senza paura di partorire, ma il corso per l’appunto non va solamente a rimuovere inutili convinzioni ma ne crea delle nuove, insegnando delle vere e proprie tecniche che riprogrammano completamente la visione di mamma e papà a proposito del parto. A proposito di papà, questi uomini incredibili che stanno davvero compiendo chi più chi meno una vera rivoluzione abbracciando finalmente il loro lato femminile senza essere meno virili, uomini che non si vergognano più di cullare i loro piccoli o di emozionarsi con loro, loro sono davvero fondamentali nel percorso di Hypnobirthing perché senza di loro il progetto non reggerebbe e vi spiego perché. Immaginiamo una bella mamma in travaglio pronta dopo tanto allenamento a trasportarsi in una bolla di relax, di ossitocina, di benessere, che si lascia cullare da ogni onda che la immerge sempre più in uno stato di amnesia e potere, mettiamo che abbia completamente messo a tacere la neuro corteccia... ditemi: Chi si occuperà di rispondere alle domande dei dottori? Chi le darà acqua e cibo? Chi si preoccuperà che il piano del parto venga rispettato? Chi le darà la sicurezza che tutto va bene e che lei può restare “immersa”? Ditemi voi chi può farlo se non la persona più di fiducia al mondo? Il papà del bambino, che darebbe la vita per loro due, che come un Papà Gorilla sfiderebbe chiunque osasse disturbare un evento così delicato e importante. “Resta nella tua bolla amore, ci sono io che vi veglio e proteggo” Senza dimenticare le parole della grandissima Ina May Gaskin: “Vedere il coraggio della propria donna mentre mette al mondo suo figlio fa bene all’uomo. Lo ispira” (Ina May Gaskin) L’uomo mai come in quel giorno ha bisogno della sua compagna e viceversa, è per questo che i corsi sono rivolti alla coppia senza eccezioni. Insomma, fondamentalmente, anche se la donna antica in noi non ne è consapevole, è tutta una questione ormonale, si tratta di far funzionare gli ormoni buoni del parto e non quelli dello stress che inibiscono la produzione di endorfine che sono il nostro anestetico naturale molto più potente della morfina. E allora io sono sicura che, tu donna moderna, sarai curiosa di sapere quali sono le tecniche usate dall’Hypnobirthing® per mettere in campo tutte queste bellissime teorie, per partorire senza dolore forse, o comunque senza soffrire troppo (il che è ben diverso) e quindi come non avere paura di partorire . Le tecniche: • VISUALIZZAZIONI Parliamo di mostrare immagini di vario genere, perché l’immagine, dai nostri occhi ha il potere di risuonare nel corpo producendo una risposta fisica. Si mostrano anche video di nascite Hypnobirthing, molto potenti e che stimolano l’immedesimazione. • RESPIRAZIONI Si insegnano almeno tre respirazioni, fondamentali per vivere il momento del travaglio e della nascita da protagoniste ascoltando il proprio corpo dall’interno. Le respirazioni calmano il sistema nervoso e portano il corpo in uno stato di amnesia. • AFFERMAZIONI POSITIVE Come mantra le possiamo ripetere e riascoltare fino alla piena assimilazione anche sotto forma di giochi divertenti • AUTO IPNOSI (RILASSAMENTO PROFONDO) Portano la mamma in una condizione di benessere psicofisico, una situazione di salute e fiducia. Le Ipnosi sono sia guidate durante le classi, sia allenate in autonomia attraverso un audio da ascoltare più possibile a casa • EDUCAZIONE ALLA FISIOLOGIA Osserviamo in cosa consiste una nascita, semplicemente, si comprende a fondo che il corpo della donna è perfettamente programmato per partorire suo figlio/a. Oltre alla fisiologia, viene introdotta l’importanza della comunicazione prenatale, alla base di una buona relazione con il bebè soprattutto in gravidanza! E saper mettersi il relazione col proprio bambino/a durante la gravidanza avrà moltissimi benefici tra cui l’imparare a rispettare questa creatura così immatura ma allo stesso tempo antica, saggia, competente. Ed a fronte di questo sarà fondamentale per un parto sano, rispettare le scelte del bambino che sa quando e come venire al mondo per cui meno intervengo (chiaramente in assenza di circostanze particolari) meglio è. “Non si può aiutare attivamente una donna a partorire; non si può aiutare un processo involontario, si può solo cercare di disturbarlo il meno possibile” (Michel Odent) Come potete capire, non si tratta solo di Ipnosi, anzi, è guardare l’evento nascita da una prospettiva totalmente nuova a cui siamo davvero poco abituati ma che ci fa sentire finalmente SICURE, competenti, istintive e PRONTE! Oserei dire...ECCITATE! All’idea di poter attraversare un momento così potente. Questa visione nuova del parto ci conduce a una verità molto semplice e ovvia allo stesso tempo: METTERE AL MONDO E’ UN PO’ COME FARE L’AMORE, è la chiusura di un cerchio, la vita da dove è entrata dovrà uscire, in un atto comunque sessuale. E per ciò verranno coinvolti gli stessi ormoni (soprattutto l’ossitocina, ormone dell’amore) e gli organi del nostro sistema riproduttivo appunto, e non a caso, per partorire, servono gli stessi ingredienti del concepimento: • COMFORT • BUIO • SILENZIO • PRIVACY E così la sala parto, o qualsiasi altro luogo i genitori scelgano per questo momento di nascita, diventa un TEMPIO sacro, da rispettare, in cui si dovrebbe entrare in punta di piedi ed in silenzio per osservare, assistere, supportare ed intervenire solo se necessario. Pensate che in Inghilterra, dove l’Hypnobirthing è molto più conosciuto, viene apposto un cartello con un fiore azzurro fuori da ogni sala parto Hypno con scritto “SHH...nascita in corso!” Capirete che è una vera rivoluzione, che seppur abbia solide basi scientifiche al suo interno, si scontra con i protocolli degli ospedali ma la buona notizia è che la stesura di un buon Piano del Parto permette alla coppia in attesa di mettersi in relazione con la struttura di assistenza, e permette di chiedere e letteralmente contrattare, le preferenze sulla nascita come per esempio la somministrazione di ormoni ossitocinici sintetici (molto diversi da quelli naturali), oppure il taglio tardivo del cordone ombelicale etc etc... Il Piano del Parto è il primo passo verso una scelta davvero consapevole del luogo del Parto, ed anche questo fa parte del corso Hypnobirthing, e vi assicuro che è un aspetto che contribuisce ad aumentare le possibilità di un parto senza dolore . Ad esempio, una delle scelte più significative che può fare una donna in attesa è quella di rifiutare le spinte forzate dell’ostetrica di turno. Ma come? Non spingo? Vi chiederete... e no, non ce ne è un grande bisogno, ma soprattutto non c’è bisogno che una persona fuori dal tuo corpo dia un ritmo e faccia il tifo davvero inutilmente. Seguendo il corso imparerai ad ACCOMPAGNARE, assecondare quell’istinto di pulsazione tipica della fase finale con il...Respiro! Una respirazione di nascita mirata accompagnerà dolcemente il tuo bambino fuori dal tuo corpo. In questo modo si apre DOLCEMENTE un canale di passaggio che con le spinte forzate resta rigido e contratto. Prova a metterti al posto del tuo bebè e ad immaginare che differenza possa essere nascere con dolcezza, accompagnata/o da un soffio gentile piuttosto che spinto fuori violentemente... è un vero atto d’amore materno, non trovi? Ad oggi gli studi scientifici di epigenetica (che parolone) ci stanno dimostrando finalmente che il momento della nascita segnerà per sempre il destino di quella persona nel suo carattere e nella sua salute psicofisica; anche se quel momento non sarà mai ricordato, il nostro corpo ricorderà per sempre... incredibile vero? Ed i dati ovviamente confermano che attraverso queste tecniche: • Si riducono le Episiotomie (taglietto dalla vulva all’ano) • Si riducono le lacerazioni • Mamme generalmente più energiche nel post parto • Travagli e nascite più veloci • Si riduce il bisogno di analgesia • Parti senza dolore più probabili Ma attenzione! Se state pensando che questo approccio è per chi rifiuta la parto analgesia epidurale, o per le Hippy da parto in casa, o per chi rifiuta qualsiasi medicalizzazione, vi sbagliate. Il metodo si flette su qualsiasi tipo di parto, rispettando gli eventi imprevedibili o le scelte consapevoli che ogni donna è libera di fare. È molto utile in caso di cesareo o circostanze particolari perché permette alla donna di rimanere centrata e rilassata attraverso il respiro, in modo da avere un corpo ben ossigenato in grado di affrontare qualsiasi emergenza in modo efficiente. Oltre ad affrontare il tema del parto con positività osservando le risorse del corpo che può partorire anche senza dolore piuttosto che ai possibili ed improbabili problemi, un corso di Hypnobirthing ti darà anche gli strumenti per vivere bene le ore e i primi mesi col tuo cucciolo. Ti darà le basi per iniziate un buon allattamento e ti spiegherà i benefici di questo nutrimento specie specifico. Dove devo firmare? Vi chiederete. Sembra una magia, una bacchetta magica. Non è così. Serve innanzitutto apertura e fiducia in questo metodo, serve sentire che fa per te, serve sentire il suo richiamo. Se lo fai giusto per provare non funzionerà. Se ti iscrivi perché ci va la tua amica non funzionerà. Se provi tanto per... non funzionerà. Serve intenzione, passione, connessione in primis. E successivamente, non meno importante, serve allenamento, serve apprendere questo strumento, farlo tuo, farlo entrare nel tuo corpo, e per questo non è mai troppo tardi o troppo presto! Potrai iniziare dalla 20° settimana fino alla 35° circa. Allenarsi vuol dire praticare quasi tutti i giorni i rilassamenti e le respirazioni ma la buona notizia è che sarà del tempo per te stessa davvero di qualità, di piacere, di benessere. Ogni giorno che passerà ti farà sentire più tranquilla, più forte e pronta a partorire sia te che il tuo bebè. E le buone notizie non sono finite! Oltre ad eliminare la paura di partorire devi sapere che l’investimento che farete sarà... per tutta la vita! Questo vuol dire che in quanto strumento che si apprende, l’Hypnobirthing resterà con te per sempre, in ogni sfida della tua vita, in ogni momento di ansia e stress, in ogni circostanza particolare della vita avrai un cassetto luminoso e speciale al quale attingere, un cassetto fatto di benessere e salute, in cui potrai sempre ritrovare, con qualche respiro, la donna (o l’uomo) saggia/o che ti abita e che ti riporterà coi piedi per terra in alto verso le tue vere risorse.

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