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IL MIO PARTO TRA PIANTO E SOLITUDINE



Sono diventata mamma a 30 anni.


La mia è stata una bella gravidanza, non ho avuti sintomi da star male, solamente gli ultimi due mesi avevo tanta acidità.

Per 8 mesi, il mio bimbo doveva essere una bimba... Sì, perché quando ho fatto la morfologica, mi avevano dato la certezza al 100% che fosse femmina.

Per fortuna non ho comprato niente di rosa, ma solo cose neutre.

Ma meglio una notizia così che una brutta sinceramente!


La data presunta del parto era il 25 Gennaio 2023, ma ho iniziato ad avere contrazioni forti nel pomeriggio del 21.

Vado quindi in ospedale per una visita, e mi si rompono le acque; avviso il mio compagno, lui arriva mentre mi facevano il tracciato, e da lì partono le contrazioni fortissime!


Dilatazione a parte, dovevo fare parto naturale, ho fatto addirittura la vasca, ma niente, torno sul letto, spingo spingo ma niente.

Contrazioni fortissime, senza epidurale (non la fanno all'ospedale dove sono); alla fine, dopo che io quasi non respiravo più per il dolore, mi dicono che mi fanno il cesareo d'urgenza perché il mio bambino stava rimanendo senza ossigeno e aveva il cordone ombelicale attorno ai piedi per due giri.


Mi portano in sala operatoria, e finalmente all'1:05 del 22 Gennaio nasce il mio bambino di 3,235 Kg.


Mi hanno tenuto in ospedale per 5 giorni, per vedere se si attaccava al seno bene oppure no.

Solo che in ospedale, le dottoresse gli davano di tanto in tanto un po' di aggiunta dal biberon.

Dal mio seno c'era solo il colostro, non mi è mai arrivata la montata e ad oggi gli do il biberon con latte in polvere.


In ospedale non mi sentivo a mio agio, ho avuto anche una crisi di pianto.

Ero da sola in stanza (per via delle norme anti covid), e poteva entrare solo il mio compagno per due ore al giorno (1 ora a pranzo e 1 ora a cena).


La notte non mi passava mai, non dormivo molto, e quando provavo ad allattare mi veniva da addormentarmi con mio figlio tra le braccia.

Per fortuna riuscivo a non farlo e lo rimettevo nella culla, nonostante avessi malissimo alla pancia per i punti.

Tra l'altro avevano usato anche la ventosa e quindi altri punti: un parto sofferto il mio.


Le infermiere del nido mi avevano rassicurato che per qualunque cosa, avrei potuto digitare il numero sul telefono in stanza, e che loro sarebbero arrivate, ma quando chiamavo, non venivano subit:, mi lasciavano anche ore da sola, e io piangevo perché per i punti e la stanchezza non riuscivo ad alzarmi. Non vedevo l'ora di tornare a casa.


Per farmi aiutare con il bambino chiamavo l'ostetrica che visitava me, anche se non era compito suo, perché le infermiere del nido mi staccavano il telefono.


Una volta uscita dall'ospedale ho respirato. Finalmente a casa dalla mia famiglia.

Ora il mio bambino ha 5 mesi e mezzo e pesa 7,500 Kg.

È molto tranquillo, dorme tutta la notte, mangia tutto, ho iniziato a svezzarlo con la frutta.

È giocoso, si lamenta e piange poco.


Per il resto, ora come ora sto molto meglio e dopo avervi raccontato la mia storia sto ancora meglio perché mi sono sfogata un pochino di più.



Foto di Polina Tankilevitch


Rinascere Mamma dà voce alle mamme che vogliono raccontarsi.

Inviaci anche tu la tua storia, la leggeremo e avremo cura di pubblicare le più significative.

Ti aspettiamo qui: VOCI DI MAMME.




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