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SCRIVERE E DISEGNARE PER IL MIO PICCOLO ALE



Un libro destinato ai bambini piccoli (0-3 anni) dovrebbe possedere determinate caratteristiche per essere adatto, stimolante e coinvolgente per loro.

Ecco alcune delle caratteristiche ottimali:


• Illustrazioni accattivanti, immagini grandi, non troppo colorate e chiare sono fondamentali per attirare l’attenzione dei bambini e aiutare nella comprensione del contenuto

• Testo semplice con frasi corte, parole selezionate e un ritmo cadenzato sono ideali per questa fascia d’età

• Contenuti riconoscibili, ovvero temi e situazioni familiari, come la routine della nanna, i pasti o i giochi, sono particolarmente apprezzati

• Temi positivi e costruttivi, storie che veicolano valori come l’amicizia, la condivisione, le emozioni quotidiane possono avere un impatto positivo sullo sviluppo del bambino


Da neomamma desiderosa di offrire esperienza di lettura di qualità ai miei bambini, rintraccio sul web una serie di libretti scritti e illustrati da Claudia Pintore.

Li acquisto e ai miei bimbi piacciono molto.

Intuisco che Claudia è una neomamma come me, che ha scelto di scrivere e disegnare per il suo piccolo Ale.

Sono curiosa di sapere di più.


Qual è il primo libro che hai dato alla luce?

Ale va al parco giochi”, è uscito nel febbraio del 2023, l’idea è nata perché volevo far rivivere a mio figlio un’esperienza di vita quotidiana, attraverso la lettura di un libro.

È stato il primo di una serie di sei.


In pochissimo tempo (9/10 mesi) hai creato e pubblicato tutti gli altri libri. La tua ispirazione, la tua guida è sempre il tuo Ale?

Ci sono due libri, “Il corpo è mio” e “Ci sono famiglie” che affrontano due tematiche importanti: quella del consenso e quella delle tante tipologie di famiglie possibili.

Questi due libri sono nati dal desiderio di voler parlare con mio figlio, in una maniera per me adeguata, di queste tematiche.

Gli altri, “Ale va al mare ”- “Ale e i suoi amici animali”- “Ale va dalla dentista”- raccontano di lui, della sua quotidianità. E’ lui la mia ispirazione.


Spiegaci la tua scelta di disegnare rappresentando la realtà.

I motivi sono due, quando Ale era molto piccolo avevo letto che è meglio esporre alla realtà nei primi anni di vita; anche nei libri che leggevamo insieme cercavo sempre immagini e disegni che potessero essere associati a qualcosa di cui lui fa esperienza tutti i giorni.

Inoltre mi sono accorta, osservando Ale, che questa tipologia di immagini gli piacciono molto di più. I suoi libri preferiti sono i libri fotografici in cui sono presenti altri bambini, persone, oggetti di vita quotidiana.


Quando pensi a un nuovo libro, crei prima i testi e poi i disegni o il contrario?

Dipende dai libri, ho seguito entrambe le strade. Scelgo di utilizzare descrizioni realistiche, semplici e un linguaggio non eccessivamente semplificato.

Io parlo così con mio figlio e quindi ho scelto di scrivere testi di questa tipologia. Credo che per lui sia importante apprendere tante parole, arricchire il suo linguaggio e conoscere le tante sfaccettature della realtà.


Come sei passata dall’idea iniziale di voler creare dei libri solo per tuo figlio al riuscire a vendere prodotti online, che arrivano tra le mani di tanti altri bambini?

Ho scoperto che con Amazon posso autoprodurre i miei libri senza un dispendio economico importante, inizialmente volevo stampare per il mio Ale, solo in un secondo momento ho scoperto, con mia grande sorpresa, che anche altre mamme erano interessate ai miei libri.

Non ci potevo credere, ma sto davvero avendo risposta dalle persone.


Quanto il dialogo online con altre mamme ti ha dato spunto per scegliere cosa raccontare?

Ho scelto di aprire un account Instagram (piccole_storie_quotidiane), nel quale racconto, disegno, a volte con ironia, prendendo spunto dalla mia vita quotidiana.

Quando mi viene un’idea chiedo un feedback online.

In tanti mi hanno chiesto un libro sul consenso, così come il tema delle multi-famiglie è nato da un bisogno rintracciato sul web.


La tua passione per il disegno com’è nata?

Ho sempre disegnato, era una delle mie attività preferite sin da piccola. Inventavo storie, disegnavo personaggi.

Qualche anno fa mi sono occupata di ritratti su commissione.

Ho sempre disegnato, ma dopo la nascita di mio figlio non avevo più tempo.

Mi si accumulavano idee in testa e credevo che non sarei riuscita mai a realizzarle. In realtà, appena ho avuto un pochino più di tempo, ho sentito il bisogno di disegnare storie, tirare tutto fuori.


Hai un messaggio positivo per le neomamme? Come conciliare la vita familiare con una passione, che magari può diventare anche un lavoro?

Io ho dovuto mettere in pausa quello che desideravo fare. In alcuni momenti può sembrare che quel tempo per sé non tornerà mai più, non è così.

Il tempo per tornare a sé arriva. Bisogna solo avere pazienza.



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